Alessia Marrone, nota wedding planner, oggi parla di un tema realmente romantico e tipico di ogni matrimonio, anzi, di ogni storia d’amore: la musica!

“Durante questo periodo autunnale, ci racconta, mi sono immersa nella visione di molti film riguardanti il matrimonio e come non guardare uno dei classici di questo genere? “ Il matrimonio del mio migliore amico” è sicuramente uno dei film più amati e da più generazioni! La cosa che in realtà mi ha colpito maggiormente dell’intero film è la parte finale, dove la bellissima Giulia Roberts, dedica al suo migliore amico come regalo di nozze la propria canzone, visto che la coppia convolata a nozze non ne aveva ancora una… e in quell’ istante ho infatti pensato a quanto la musica sia uno dei punti fondamentali del Ricevimento di nozze!

La musica per la cerimonia è un vero classico. L’ organo antico intona note solenni, il quartetto d’archi invita alla gioia, la chitarra classica accompagna. Bisogna comunque fare una distinzione tra la musica liturgica (per le cerimonie in Chiesa) e la musica Laica (per le cerimonie simboliche, senza alcuna valenza religiosa). Spesso nelle Chiese è presente un organo, uno strumento meraviglioso ma molto difficile da suonare. La scelta principale riguarda il numero degli strumenti, poiché questo determina anche l’ammontare della spesa, ma prima bisogna scegliere i brani, in modo da valorizzarli al meglio. Questa è una delle scelte più difficili perché gli sposi per la prima volta, si trovano a dover seguire delle regole ben precise ed imprescindibili che sono in vigore in molte Chiese, questo naturalmente se si sceglie di avere una cerimonia liturgica! È anche vero però che al giorno d’oggi, ci sono le cosiddette “Lobby” sotto ordinanza del Vicariato, le quali consentono ai preti di acconsentire alla scelta di un qualsiasi brano, pur di “accaparrarsi” la coppia! La scelta musicale, ad ogni modo, dipende al 50% dagli sposi e al 50% da ciò che è consentito suonare in Chiesa. L’Ave Maria di Schubert ne è l’esempio più comune! Come è noto, non è lecito suonarla per la marcia nuziale in quanto Schubert l’aveva dedicata a una sua amante (che era una prostituta). La colpa però a mio avviso non è sua…Schubert aveva infatti soltanto scritto le note e la musica, solo più tardi, il poeta tedesco Schiller aggiunse il testo dell’Ave Maria ( che si canta tutt’oggi)! Per questo motivo, il testo secondo le norme del Vicariato non è liturgico.

Diversamente, e non ne capisco il motivo, è invece concessa l’Ave Maria di Gounod, in cui Gounod scrisse le parole e Bach ne scrisse la musica e nonostante Gounod fosse protestante, questo testo è concesso in qualsiasi Chiesa! Anche altri testi come l’Ave Maria di Verdi, inserita nell’Otello, oppure quella inserita nella Cavalleria Rusticana, non sono permesse in quanto scritte per opere teatrali. Proprio per questo motivo, le sentiamo spesso nelle pubblicità televisive o nelle colonne sonore dei film!

Ad ogni modo, per le cerimonie che si svolgono in Chiesa, è bene scegliere le musiche anche in base ai vari momenti che si incontrano. Non tutti sanno che non rientra nel momento liturgico l’ingresso, l’uscita e le firme, ma anche se spesso per questi momenti arrivano dagli sposi richieste davvero bizzarre (come ad esempio l’Inno della Roma), è bene rispettare il luogo in cui si sta consacrando la propria unione! Solamente dopo il momento delle firme, l’ atmosfera è più rilassante in quanto la liturgia è finita.

Per quanto riguarda invece la cerimonia laica, sono concesse molti più canti, ma anche qui consiglio sempre di rispettare il momento che si sta svolgendo e quindi è bene prediligere canzoni dedicate appositamente al momento!

Durante la cena gli ospiti si possono rilassare, sono stati a lungo in piedi… di solito agli sposi questo tempo vola, ma la percezione del tempo è relativa. E allora: tutti seduti ai tavoli, inizia la cena!

Per creare un ambiente che favorisca la conversazione io consiglio la filodiffusione. Canzoni conosciute, un sottofondo presente ma quasi impercettibile. Un’atmosfera rilassante che aiuterà a far decollare il dopocena. Può sembrare strano ma è proprio così! Spesso dj e band amatoriali hanno buoni impianti audio, adatti al loro repertorio. Quello che spesso accade però è che non siano perfetti: il suono scorre fluido, ma la cassa “gracchia” con alcune note e i suoni più bassi. Certo è che l’orecchio deve essere ben allenato per percepire queste imperfezioni, ma al matrimonio tutto deve essere perfetto!

Il volume del suono deve essere calibrato in base al tipo di musica che si è scelto ma anche in base alle regole imposte dalla legge che prevedono un massimo di decibel nei luoghi chiusi e aperti.

Se l’atmosfera è “swing” l’impianto sarà meno potente, specialmente se la musica verrà fatta in un interno dove il suono rimbalza. Se ci saranno un dj o una band travolgente per ballare fino a tardi, l’impianto dovrà sopportare il suono dei bassi senza distorcerli. Il suono viaggia veloce e per contenerlo ci vogliono delle barriere: stanze chiuse o muri ma anche grandi alberi, siepi e foglie delle piante aiutano a rompere il suono e a disperderlo.

Ad ogni modo, spesso la scelta per la musica del ricevimento, ricade su queste due tipologie:

BAND DAL VIVO

Dopo la cerimonia in Chiesa, o in Comune, si passa al Ricevimento e per questa parte, la band è sicuramente la mia preferita. Una band è composta da almeno 5 elementi: piano, basso, chitarra, batteria e cantante. Deve suonare dal vivo e senza basi registrate, anche se queste saranno permesse se devono suonare per più di 3 ore di seguito…Per far decollare il party dobbiamo ancora controllare due cose:

Il repertorio
Che la band lavori con i medley (due o più brani, eseguiti in sequenza senza interruzioni).

DJ

Sembra una scelta facile, ma può trarre in inganno, un po’ come per il barman. Ci sono tanti dj amatoriali, altri che lavorano in club come secondo lavoro e altri che lo fanno come lavoro principale. Come riconoscere un bravo dj:

Andate a sentirlo dove lavora, durante una serata in cui mette brani simili a quelli che vorreste anche voi. Se questo è impossibile, chiedetegli di darvi la registrazione di un medley.
Il suo compito è quello di far decollare il party scegliendo brani che faranno venir voglia di ballare agli ospiti di tutte le età. Ricordate però che siamo a un matrimonio e non in discoteca. Revival e pop sono i generi più indicati.
Il vero dj fa l’ effetto elastico. Ovvero: riempie la pista e la scatena, decide di rallentare per dare agli ospiti il tempo di andare al bar a bere e poi richiama il suo pubblico con la scelta di nuovi brani e riempie di nuovo la pista.
Un bravo dj evita mixaggi inopportuni. Mixare è un’ arte e in pochi sanno farlo senza straziare i brani utilizzati.
Ricordate: per concludere la serata, ci vogliono almeno 15 minuti di musica a rallentare, con una bella canzone finale, magari annunciata da voi.

Grazie alla musica, in conclusione, ritroviamo il senso più vero e intrinseco dell’amore, che è la vera base del matrimonio!